aggiornamento simpatico del mio Boh Blog!!!
28 gennaio 2012
da “fotografie”
28 gennaio 2012
(dic. 2008)
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di fiamma in fiamma
come il clok di un peldolo
che invade, persuade
di necessario il sottofondo
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sono le ore che arrivano
d’angosce e i tocchi
più piccoli spaurano
all’aspettare d’albe
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siediti a destra, restiamo
sospesi al controluce
di un flash che infuoca
tra gli aghi di un abete
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http://acerapersa.wordpress.com/scambi-poetici/
qui la versione integrale
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26 gennaio 2012
cammino le mie assenze
verso la chiesa, baciando le persone
con il sorriso distante
ché nessuno legga dentro
la vita che mi porto
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26 gennaio 2012
è nel fumo del treno
che vorremmo tornare
là dove non si dorme
per incidere sui lecci
i nostri tre cuori
il terzo forse c’era già stato
tratteggio di vita
sui valori bassi, da studiare
sui manuali di una resurrezione
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26 gennaio 2012
ancora un bilancio, ancora una mezzanotte
tra le ciglia, una sceneggiatura per domani
e d’ora se ne va l’altare, la preghiera
non importa se mi sveglierà la morte
o un vagito che reclama il suo nome
acrostico in v i t a
26 gennaio 2012
verso incidente, binari stretti, scambi
irrisori, casuali, probabili
tutto, come un’elica di fumo e nessuno
abbia per sé destrogiri di vento
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24 gennaio 2012
Nelle fiabe fummo sempre in disparte a tagliare
a strisce la pioggia con il copione in mano
crescendi e passi. Talvolta erano storie vere
come il Natale del ’926 quello tra le nocciole
e i mandarini
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24 gennaio 2012
(2008)
e come abisso a(f)fondo in me
v(e)icolo che rimbomba
di arnesi distanti, dei padri
e le madri, del suolo
profumo di pruno
albori di linfe acer(b)e
entrano a rami le mani adesso
pampini alla finestra
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22 gennaio 2012
(haiku)
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taglia la nebbia
la luce paglierina
su occhi di foglie
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al sottobosco
affanna di pulviscolo
il nuovo autunno
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la tavola dei morti
al melograno e cachi
è arancio e rossa
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viola lavanda
sbriciola di profumo
il lino bianco
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anche qui: http://briciolenotturne.wordpress.com/2012/01/22/haiku/
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18 gennaio 2012
che differenza fa
un pozzo al buio
il rantolo di un cane
che sta annegando
la voce di un dolore che
non puoi toccare
che differenza c’è
tra noi e il silenzio